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Annunci turistici oggetto di controllo, il CIN deve essere indicato si rischiano sanzioni.

Il Disegno di legge sugli affitti brevi in emanazione introduce numerose novità volte sia a fornire una disciplina uniforme a livello nazionale, sia e soprattutto a frenare il fenomeno dell'abusivismo nel settore, mettendo nero su bianco alcuni principi fondamentali in materia di locazioni per finalità turistiche. Il DDL sulle locazioni brevi specifica che i principi in materia di affitti per finalità turistiche si applicano al contratto di locazione breve, al contratto di locazione transitoria e a ogni contratto che abbia ad oggetto la concessione, sempre per finalità turistiche, di unità immobiliari ad uso abitativo.

Una delle principali novità, volto a combattere l'evasione fiscale sui guadagni associati agli affitti turistici, è l'obbligo di farsi rilasciare un codice identificativo per l'immobile messo in locazione, che deve essere chiaramente indicato nell'annuncio. Da CIR a CIN per tutte le locazioni turistiche. Come previsto dall'Articolo 3 del testo, il Ministero del Turismo assegnerà tramite apposita procedura automatizzata un codice identificativo nazionale (CIN) a ogni unità immobiliare ad uso abitativo oggetto di locazione per finalità turistiche, con lo scopo di assicurare la tutela della concorrenza, della sicurezza del territorio e contrastare forme irregolari di ospitalità. Il CIN sarà assegnato previa presentazione di un'istanza telematica da parte del locatore, già munito di un codice identificativo regionale – CIR rilasciato dalla regione competente. L'Articolo 7 del DDL definisce le sanzioni in caso di violazione degli obblighi riguardanti l'esposizione ed indicazione del CIN: sanzione pecuniaria da 500 a 5mila euro. rimozione dell'annuncio, applicata anche da parte dei gestori dei portali telematici eventualmente utilizzati.

Chi concede in locazione un immobile a uso abitativo per finalità turistiche privo di CIN, invece, va incontro a una sanzione pecuniaria da euro 800 fino a euro ottomila. Opportuno a tutti gli operatori mettersi in regola con la normativa onde evitare di pagare salassi . By Picinali Pubblicato 20 Settembre 2023 

Appartamento venduto a 785.000,00 euro nel condominio andato in fiamme a Milano in Via #Antonini. 


Parla #agente #immobiliare e Ark #Boeri


Bernardelli William consulente immobiliare che per lo Studio Dazzi aveva curato tempo fa la commercializzazione di un appartamento dell'edificio: "La nostra commercializzazione era stata una rivendita da parte di privati - precisa -

Avevamo collaborato all'inizio con il costruttore ma poi loro avevano avuto uno sprint nelle vendite, avevano venduto tutto lasciando fuori delle strutture che avevano finito in seguito, delle ville urbane".

Il grattacielo di via Antonini è stato costruito tra settembre 2009 e febbraio 2010 dall'impresa Moro Costruzioni Spa: "Per come la conosciamo noi è sempre stata una struttura di valore - spiega Bernardelli Erano case di ottimo livello, la società ha sempre costruito a livelli estremamente elevati come qualità di prodotti". All'inizio tuttavia sia la crisi economica, sia le difficoltà legate alla posizione avevano rappresentato un freno alle vendite,

avvenute in un primo momento ai prezzi di mercato dell'epoca. "Che io ricordi i prezzi erano di mercato dei tempi, non raggiungevamo i cinquemila euro al metro quadro se parliamo della prima vendita dal costruttore al primo inquilino.

Poi - aggiunge Bernardelli - naturalmente l'esercizio del mercato che ha mosso i valori ha dato la possibilità di rivendita a prezzi diversi".

E così per acquistare un appartamento di 150 metri quadri al 16esimo piano, come quello venduto dallo Studio Dazzi, uno sfortunato inquilino aveva pagato ben 785mila euro, oltre 5200 euro al metro quadro. "Non so se quell'appartamento, che abbiamo tenuto sul nostro sito perché era bellissimo, sia stato toccato dall'incendio", dice il consulente, affranto per le 60 famiglie che nel rogo hanno perso tutto. Lascia sgomenti, adesso,

vedere le foto di come si presentavano le case nella Torre del Moro, ormai ridotta a uno scheletro annerito. L'appartamento in questione (al quale si riferiscono le foto, concesse dall'immobiliare), composto da tre camere e due bagni, vantava parquet su tutto il pavimento, infissi in legno con doppio vetro, tapparelle elettriche, porta blindata, termovalvole e contabilizzatori, videocitofono e armadiature fatte su misura, oltre a un'invidiabile vista sullo skyline di Milano, (nella foto sottostante il Terrazzo degli Appartamenti)

lo stesso che oggi si è riempito di fiamme e fumo. Adesso si dovrà capire perché la Torre sia andata a fuoco e accertare eventuali responsabilità nel caso di difetti a livello costruttivo: la procura indaga per disastro colposo.

Parla Ark #Boeri

Stefano Boeri, in un commento riguardo all'incendio di via Antonini a Milano è stato molto severo con gli operatori immobiliari evidenziando il pericolo che utilizzino materiali economici, quindi non adatti, specie con la mole di lavoro generata dagli incentivi statali per le ristrutturazioni.

"Questa tragedia mancata ci deve convincere dell'urgenza di una normativa antincendio dove invece che limitarsi a raccomandazioni si obbligano i costruttori a non usare rivestimenti non sufficientemente resistenti al fuoco. Trattandosi di materiali che costano meno di quelli invece più ignifughi, e considerando il grande successo del superbonus al 110%, c'è il rischio serissimo che in assenza di regole chiare e cogenti,

molti privati e operatori immobiliari preferiscano oggi utilizzare rivestimenti più economici e meno sicuri. Ed è un rischio che non possiamo correre, come dimostra non solo l'incendio di ieri ma anche la terribile tragedia della torre di Grenfell Tower a Londra di 4 anni fa".

Così Boeri. Si attende la replica dei costruttori. Estratti Stampa del 31 Agosto 2021 By Picinali

In allegato sottoriportata elaborati tecnici della torre andata in fiamme costruita dall' impresa Moro spa

Quella villetta con giardino in vendita in via Servais, nella prima periferia di Torino, giaceva dimenticata da due anni e mezzo. Pochi giorni dopo la fine del lockdown, la svolta: venduta a 400mila euro. Il suo prezzo originale, nessun crollo. Il mercato italiano della compravendita di case tiene, nonostante la crisi innescata dal virus. E come...

La nuova legge regionale introduce le "misure di semplificazione e incentivazione per la rigenerazione urbana e territoriale, nonché per il recupero del patrimonio edilizio esistente.

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